Tre anni (e mezzo) dopo

Tra alterne vicende Telamonio prosegue indefesso e indefettibile la propria lotta contro la sozzura. Si vince e si perde, ma soprattutto si vince.

Chi prima, chi dopo, sono arrivati Umberto e Alberico a dar manforte e a me pare che il trionfo sia ora possibile, anche se non assicurato.

Il mio auspicio è che chi ha distrutto le cose più grandi e più care, millantando di averle salvate, sia infine annichilito da coloro che ci hanno offerto la possibilità di riscattare questa vergogna. Sotto l’energica e saggia guida di Telamonio questa squadra difenderà la nostra identità minacciata e recupererà la nostra indipendenza, svenduta da coloro che hanno fatto della sozzura la propria bandiera. La vera lotta comincia ora, che è già tardi, ma possiamo ancora vincerla.

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Crittografia Mnemonica

Saturno contro tutti

Saturno contro tutti

Comodo autoassolversi accusando i propri lettori di stupidità quando non si viene capiti. A me, quando mi càpita di non essere capìta, viene il dubbio di non essermi espressa bene, forse perché non ho adattato il mio linguaggio nel tono e nelle convenzioni utilizzate all’uditorio cui mi sono rivolta. Forse perché ho sbagliato nell’identificare tale uditorio, forse perché ho utilizzato un gergo da lezione universitaria all’assemblea di condominio, o viceversa.

Sarebbe bene tenere sempre a mente che coloro che devono compiere lo sforzo sono gli oratori e gli scrittori, non gli ascoltatori e i lettori, che non hanno doveri di sorta.

Infatti a un’indagine più approfondita scopro sempre come il mio fosse effettivamente un dubbio fondato. Mi scuso, correggo al meglio che posso, mia la colpa e mia la responsabilità e vado avanti, anche se nel caso in questione — è pur vero — c’era un direttore responsabile il cui compito sarebbe stato quello di assumersi la seconda. Lo pagano per quello.

Lascia che ti lasci

L'imbarazzante fidanzato tamarro

L’imbarazzante fidanzato tamarro

Migliaia di lettori mi scrivono ogni giorno lamentandosi, non sempre utilizando quel  tono che riterrei appropriato,  che qui si parli assai più delle questioni personali e sentimentali di noi abitanti del maniero, piuttosto che della lotta contro la sozzura in cui siamo quotidianamente impegnati, il cui scopo ultimo è salvare il nostro continente in generale e la nostra nazione in particolare dalla profonda crisi finanziaria e dalle derive antidemocratiche che ne derivano.  A tutti costoro vorrei rispondere facendo cortesemente notare che il titolo di questo blog non è “Madame Curie dal Terzo Millennio” e che c’è un motivo ben preciso per cui non lo sia. Qualunque particolare che, balenato attraverso la pesante cortina di offuscamento da me distesa sugli avvenimenti, permettesse di indentificare l’esatta collocazione del maniero, l’identità reale dei suoi abitanti e la natura stessa della loro lotta contro la sozzura, danneggerebbe irreparabilmente il nostro compito e renderebbe vano ogni sforzo sino qui compiuto. Per cui accontentatevi, vi basti sapere che noi qui ci si occupa della parte pratica della lotta e della tattica a breve termine ma, per precisi ordini di Telamonio, ci si astiene rigorosamente da qualunque considerazione strategica. Telamonio ritiene di stare appoggiando una battaglia altrui, che il suo carattere tendente all’autoritario e i suoi interessi personali, uniti al suo indubbio carisma, potrebbero danneggiare o addirittura sviare questa battaglia verso obiettivi diversi,  e non intende dirigerla da comandante in capo, ma semplicemente combatterla sul campo in qualità  di ufficiale superiore.

Ma torniamo all’argomento di oggi.

Dopo un periodo in cui tutto nella coppia sembrava filare a gonfie vele, Gommarosa è stata improvvisamente lasciata da Toni, l’imbarazzante fidanzato tamarro, cosa che l’ha lasciata di molto cattivo umore. In un empito di solidarietà femminile all’ombra dello slogan “gli uomini, questi stronzi”  l’accadimento ci ha molto riavvicinate, in un attimo di confidenza Gommarosa mi ha rivelato di essere stata lasciata perché Toni ha trovato e letto — qui si inserisce un mio attimo  di stupore per il fatto che Toni sapesse leggere — la lista.

Lista nella quale Gommarosa, a quanto mi ha raccontato, elenca in ordine cronologico tutti i suoi fidanzati — qui, conoscendola,  mi aspetto almeno una decina di pagine di scrittura fitta fitta — con a fianco in bella evidenza i voti relativi alle loro prestazioni. “Stronzi e ipocriti” è sbottata la principessa “come se loro non inserissero qualunque donna incontrino, per quanto da loro irraggiungibile, con il relativo voto  nella propria lista mentale; per lo meno io mi limito a quelli che ho testato sul campo”.

Astenendomi dai maligni commenti che mi sorgevano spontanei, ma irresistibilmente divorata dalla curiosità, le ho chiesto “sì, ma quale voto gli avevi dato?”.

“Sei decimi, la sufficienza” mi ha risposto.

“Avrei creduto che a letto fosse almeno un otto” non mi sono trattenuta dal risponderle.

“Era un dieci” ha sospirato Gommarosa, gli occhi velati.

“Ma allora perché… aspetta, gli hai fatto trovare la lista apposta con quel voto?”

“Certamente, è un test che faccio a tutti” risollevando lo sguardo con aria furbesca.

“E quanti lo hanno superato finora?”

“Nessuno” ha chiuso.

Reindovina chi viene a cena

Martedì scorso, presenti Telamonio, Gommarosa e la sottoscritta, ha cenato al maniero l’imprenditore milanese Leone La Guardia. Testimoniando la fama di riservatezza e fiducia di cui godono Telamonio stesso e la sua squadra, di cui mi onoro di far parte, l’ingegner La Guardia si è fatto accompagnare dalla propria segretaria Viviana, una travestita timidissima, molto femminile ed elegantissima nel suo essere sexy, che non ha spiccicato due parole per l’intera serata. Io le avrei dato poco più di vent’anni, ma in seguito Telamonio, che non mente mai, mi ha rivelato che ha passato i trentacinque e non riesco a crederci. Nel sedersi a tavola Viviana ha sollevato per un attimo lo sguardo, che teneva rigorosamente al suolo, per fissare rapidamente il volto di Gommarosa, il fugace sorriso che ne ha illuminato il volto mi ha rivelato come abbia capito istantaneamente quel segreto che io ci ho messo più di nove mesi a capire, e solo perché alla fine Gommarosa me l’ha detto.

Telamonio e La Guardia hanno preso a discorrere animatamente di informatica, mentre io e Gommarosa tentavamo inutilmente di intraprendere qualche tipo di conversazione con Viviana, che si è svegliata solamente man mano che venivano serviti i piatti, dal bibimpap, ai tteokbokki, dal kimbap, al jokbal, gustandoli tutti con evidente apprezzamento e invidiabile capacità di moderazione, qualità di cui io e Gommarosa siamo purtroppo carenti. In questo periodo Telamonio è un po’ fissato con la cucina coreana, ma qui al maniero non ce ne lamentiamo di sicuro.

Al termine della cena, congedati gli ospiti, Telamonio ci ha chiesto cosa ne pensassimo. Gli ho detto che mi sembrava un po’ scorretto che La Guardia si fosse fatto accompagnare a una cena d’affari dalla propria segretaria, ed evidentemente amante. Telamonio mi ha interrotto prima che potessi finire la frase: “cara Liala, La Guardia non era affatto il mio ospite, io ho invitato Viviana, che Edward Witten mi aveva tempo addietro rivelato fosse stato uno dei suoi più brillanti studenti laureati, ben sapendo come lei non muovo mai passo senza essere accompagnata da La Guardia. Mi affascina come abbia lasciato perdere una brillantissima carriera scientifica, per non parlare dello sconvolgimento che deve aver subito la sua vita privata, per diventare la segretaria, e non, come dici tu, l’amante, bensì praticamente la schiava di un personaggio tanto rozzo e volgare.  Oggi credo di aver capito il perché di una scelta tanto insolita, ed è stata la cosa più interessante che ho imparato negli ultimi mesi”.

Straordinario Telamonio, come si fa a non amarlo?

Ritorno al presente

Si passano due settimane spensierate e rilassanti nei dintorni di Stoccolma, con temperature comprese tra i 20 e i 29 gradi, cosa che mi dicono sia assai inusuale da quelle parti, si viene convocate d’urgenza in un luogo attualmente pericoloso dell’est europeo, dove si vivono avventure che non vi posso raccontare in alcun dettaglio perché non c’è offuscamento che tenga, si capirebbe chi siamo realmente, ma insieme al tanto eroico quanto imperturbabile Telamonio si rischia la vita volentieri e pare di essere ancora in vacanza.

Poi si torna al maniero e si deve sopportare l’amica del cuore che si pavoneggia coloratissima nei suoi abiti fluo, con il suo nuovo tamarrissimo fidanzato, impervio a ogni imbarazzo. A dispetto dei miei reiterati tentativi il mio sguardo non l’ha sinora incenerita, ma se mi fa notare ridanciana ancora una volta come Lionello sia libero come l’aria, credendo di dimostrarsi molto spiritosa, è la volta che la pugnalo alle spalle.

La tempesta, ormonale, in un bicchiere

Ugo Foscolo

Ariel Dana, studioso di economia comportamentale e semplice buon senso, cioè esattamente ciò che manca a me

In una delle scorse serate di questa torrida (da noi) estate, Telamonio ospitò a cena al maniero il noto psicologo e studioso di economia comportamentale Ariel Dana, israeliano nato nella Nuova Amsterdam che, dopo una gioventù assai tormentata e interessante, ora vive di nuovo nelle tredici colonie e vi lavora insieme a un manipolo di collaboratori e collaboratrici riempiendo fosse con il senno di poi presso la Cino del Duca University.

Dana, che aveva conosciuto personalmente nel 2011 e con cui è sempre rimasto in contatto, lo avvisò che sarebbe stato di passaggio nella nostra nazione e Telamonio, che ama discorrere del più e del meno con coloro che ritiene potenzialmente utili alla propria lotta contro la sozzura, ne approfittò subito invitandolo e inviando Lionello a prelevarlo nella capitale, alla guida del suo candido elicottero privato.

Elicottero sul quale mi sono rifiutata di salire ogniqualvolta sia condotto dal nostro spericolato Automedonte, finora con successo. Gommarosa, che ama le montagne russe, di solito non perde occasione di viaggiarvi, ma questa volta Lionello è partito da solo, tornando con l’ospite relativamente sano e salvo.

Ariel è un conversatore assai affascinante e io rimarrei ad ascoltarlo incantata per ore, ma Telamonio se lo monopolizzò per tutta la serata, dapprima coinvolgendolo nella lotta contro la sozzura e poi discorrendo approfonditamente sul suo lavoro di ricerca, mentre io, Gommarosa e Torquato riuscimmo solo a infilare qualche monosillabo di sbieco tra una forchettata e l’altra. Ariel è praticamente astemio, per cui Telamonio si sentì in dovere di bere per due, cosa che non temo non giovasse alla brillantezza della sua metà della discussione. Peccato, perché rimango volentieri ad ascoltare anche Telamonio per ore, pendendo dalle sue seducenti labbra, ma lo faccio un po’ meno volentieri quando eccede nelle stupidaggini figurandosi di essere spiritoso.

A fine serata, fatto accompagnare l’ospite in albergo perché vi trascorresse la nottata prima di essere ricondotto a destinazione la mattina seguente sull’ippogrifo di Lionello, mi ritrovai brevemente a tu per tu con Telamonio, come accade spesso, ma non spesso quanto vorrei.

Con i begli occhi ridenti, discretamente, ma non poi eccessivamente brillo, rinnovando un nostro gioco privato, che per lui probabilmente non significa nulla, ma che mi rende per un attimo felice, il cavaliere bianco mi chiese “il pensiero di Ariel èmolto vero, ma non del tutto originale, ciò di cui in particolare abbiamo parlato questa sera mi ricorda la filosofia di un personaggio letterario Italiano, quale? Uno… due… tre…”

Mi piacerebbe poter dire che al suo tre pronunciassimo con una sola voce “Serafino Gubbio!”

Solo che Telamonio esclamò “Severino”. Delusione. Ebbe per lo meno il buon senso di non mettere in dubbio che chi avesse ragione fossi io.

E’ proprio per questo che, per quanto colto, il mio amato capo ha necessità di una tuttologa che lo assista. Solo che non si rende conto di fino a che punto abbia bisogno di lei e della sua assistenza.

La tuttologa, ritiratasi a tarda notte nella propria stanza, si accascia sul letto cercando di trattenere le lacrime e di recuperare la propria dignità agitandosi e gridando, ma sottovoce, per non disturbare, “sono Liala Tremila, sono Liala Tremila, sono una brillante laureata in tuttologia, non sono più un’adolescente”, ripetuto decine di volte. Sfogo del tutto inutile. Tirerei pugni e batterei la testa sulla parete, se dall’altra parte del muro non se ne dormisse Gommarosa, beatamente ignara della tempesta ruggente che guerreggia nella mia anima.

好きよ先輩

선배님 사랑해요